Paolo Bartolomeo è un neurologo clinico e neuroscienziato con una consolidata esperienza nella neuroscienze cognitive dell’esperienza cosciente. Co-dirige il laboratorio PICNIC (Physiological Investigations of Clinically Normal and Impaired Cognition) presso l’Institut du Cerveau (ICM) di Parigi, situato all’interno dell’Hôpital Pitié-Salpêtrière.
La sua ricerca ha contribuito in modo significativo alla comprensione della neuroanatomia strutturale e funzionale dell’attenzione, della percezione e dell’immaginazione mentale. Adottando un approccio multidisciplinare, il dottor Bartolomeo integra valutazioni comportamentali avanzate, neuroimmagini di ultima generazione e tecniche di neurostimolazione e di modellizazione. I suoi studi, condotti su individui sani e pazienti con lesioni cerebrali, hanno permesso di approfondire le basi neurali dell’esperienza cosciente, i meccanismi di recupero cognitivo post-ictus e le interazioni dinamiche tra percezione e attenzione.
Dopo la laurea in medicina e chirurgia, la specializzazione in neurologia e il dottorato in neuroscienze presso l’Università Cattolica di Roma, ha conseguito il post-dottorato presso l’Inserm di Parigi e l’abilitazione a direttore delle ricerche presso l’Università Paris 5. Dal 1995 è neurologo consulente presso l’Hôpitaux de Saint-Maurice, in Francia, incarico che dal 2003 al 2013 ha ricoperto anche presso l’Hôpital de la Pitié-Salpêtrière di Parigi. Dopo essere stato ricercatore per l’Inserm presso l’Hôpital Sainte-Ann di Parigi (1998-2003) e presso il Brain & Spine Institute, CHU Pitié-Salpêtrière di Parigi (2003-2006), dal 2006 è direttore di Ricerca (DR2) per la Sorbonne Université, Institut du Cerveau, Paris Brain Institute, ICM, Inserm, CNRS, AP-HP, presso l’Hôpital de la Pitié-Salpêtrière di Parigi e dal 2013 è responsabile del laboratorio PICNIC del Paris Brain Institute. Dal 2009 al 2015 è stato professore ordinario presso la Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano. Autore di moltissime monografie e pubblicazioni, nel 2012 ha vinto il premio della Fondation France Alzheimer pour les Sciences Médicales.